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Piste ciclabili, stop ai progetti milionari. Servono percorsi sicuri per la mobilità quotidiana.

Le piste ciclabili in via di realizzazione in città sono progettate in modo pessimo. Non sono utili per la
mobilità quotidiana e si intersecano più volte con il traffico automobilistico. Altre, mi riferisco in particolare a quella sul cavalcavia, quella in via Capriolo e la più recente sul ponte Meier, hanno una pendenza tale da renderle inaccessibili ai più anziani, diventando anche pericolose a causa dell’uso promiscuo pedonale-ciclabile con cui sono state progettate.
In questi anni tutti i progetti presentati dal M5S sono stati ignorati, come del resto molte altre nostre proposte orientate ad una mobilità sostenibile della città.
La giunta invece pensa di spendere 36 milioni per realizzare una pista ciclabile tra la Cittadella e Marengo passando all’esterno della città. Come si può pensare di destinare tale cifra per collegare un solo sobborgo? Per di più dopo che la popolazione spinettese ha preferito, in barba alla legge n. 366/1998, rinunciare alla pista ciclabile in via Genova a favore di parcheggi per le automobili. Sono necessari investimenti per realizzare percorsi di collegamento in sicurezza tra la città e tutti i sobborghi e una passerella ciclabile sulla Bormida.
Le ciclabili in Alessandria non rispondono all’esigenza di tragitti sicuri casa-lavoro o casa-scuola ma piuttosto ad un utilizzo ricreativo: le piste sotto i viali sono l’esempio classico. Quelle realizzate durante l’amministrazione Fabbio sono poco frequentate perché costringono i ciclisti a giri viziosi per evitare semafori e rotonde. Eppure vengono riproposte anche da questa amministrazione. Uno spreco di soldi aggravato dalla superficialità degli addetti alla direzione lavori: così si trovano pali al centro di piste ciclabili, percorsi che finiscono dentro parcheggi (Self), oppure percorsi che si interrompono bruscamente nel nulla dopo qualche centinaio di metri (Panorama e via Pavia). Pare assurdo, in un’epoca in cui varrebbe la pena impegnarsi per sensibilizzare la popolazione ad abbandonare, laddove possibile, i mezzi inquinanti favorendo l’utilizzo del mezzo più ecologico ed economico che esista, progettare senza raziocinio e continuare a sperperare denaro pubblico.
Incredibile il filo conduttore che unisce le due amministrazioni: il disprezzo per chi usa la bicicletta quotidianamente. Più che “la città della biciclette, Alessandria pare essere “la città delle piste ciclabili inutili”.
 
Alessandria, 11 Agosto 2016 Movimento 5 Stelle Alessandria
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