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Taglio difese spondali cava Clara e Buona

Lunedì 23 gennaio 2017 presso la sala consiliare del comune di Alessandria si è svolta la commissione Sicurezza e Ambiente ad oggetto: “Resoconto esondazione e gestione emergenza del 25/11/2016”. Durante la fase conclusiva è saltata fuori una notizia sconvolgente: l'assessore ha tranquillamente dichiarato che Cociv, nelle giornate successive all’esondazione, ha operato un taglio alle sponde che dividono la cava Clara e Buona dal fiume Bormida per permettere la defluizione delle acque e di conseguenza anche di tutto lo smarino (terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri del Terzo Valico contenenti, con altissima probabilità, amianto) conferito fino alla fine di novembre.
Da quanto tempo l’amministrazione alessandrina è in possesso di questa informazione?
Per quale motivo non ha ritenuto necessario inviare i propri agenti di polizia municipale o comunicarlo a chi di competenza?

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Stop immediato a Terzo Valico, bomba ad orologeria che minaccia il nostro futuro

“C’è l’amianto? Tanto la malattia arriva fra trent’anni”: queste le parole di un alto dirigente COCIV trapelate da un'intercettazione telefonica. Parole che destano sconcerto perché pronunciate mentre file di camion scaricavano lo smarino, contenente amianto, schiumogeni e sostanze tossiche, nei due siti autorizzati dal sindaco di Alessandria.
Poi arriva l'inchiesta che azzera i vertici di COCIV arrestati per corruzione e poche settimane dopo l'alluvione del Bormida sparge nei campi a valle quanto già smaltito nella cava Clara e Buona (sita in un ansa del fiume Bormida vicino al Cristo).
Un grande danno ecologico, che potrebbe presentare il conto proprio tra una trentina d'anni. Perché su una cosa il dirigente COCIV aveva ragione: l'amianto è un killer che agisce con lentezza, ma prima o poi si manifesta. Per questo non si può stare immobili davanti a questo scempio che ricadrà inevitabilmente sulla salute dei cittadini.
In questi giorni partirà una raccolta firme per una proposta di petizione popolare al sindaco di Alessandria per bloccare l'uso delle cave, vietare il transito dei camion con lo smarino e chiedere trasparenza. Iniziativa lodevole al netto della richiesta di trasparenza, poiché né COCIV né la giunta del comune di Alessandria sono in grado di garantirla. Basti pensare che nel maggio 2015 il nostro sindaco prometteva: “Gps sui camion e webcam: così gli alessandrini potranno controllare i camion del Terzo valico”. Ma in quasi due anni non è stato fatto nulla. Possiamo perciò ancora fidarci di questa gente?

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Argini Clara e Buona

  Durante l'ultimo incontro della Conferenza di Servizi sulla messa in sicurezza idraulica e recupero ambientale dell’ex area di cava in località Cascina Clara e Buona del Comune di Alessandria sono state imposte alla ditta che gestisce la cava numerose e puntuali prescrizioni, sia generali che tecniche.

A distanza di un anno però, a seguito di alcuni sopralluoghi effettuati, possiamo affermare con sicurezza che parecchie prescrizioni non siano state rispettate. Tra queste prescrizioni disattese vi è anche la realizzazione di una difesa spondale del lago di cava, come testimoniano le immagini che abbiamo scattato nella giornata del 12 gennaio 2017. Dalle fotografie si può chiaramente vedere che questi lavori sono a malapena iniziati, nonostante si tratti di un’opera di estrema importanza per garantire la sicurezza di tutti i cittadini. Il compito di questo “muro”, infatti, dovrebbe essere quello di proteggere dalla potenza delle esondazioni lo smarino (contenente amianto, schiumogeni e sostanze chimiche) conferito nella cava ed evitare che il fiume Bormida lo trascini via.
I conferimenti però sono iniziati a fine agosto, ben prima che si iniziassero i lavori di messa in sicurezza. A questo punto la domanda più che lecita è: chi deve fare i controlli per verificare il rispetto delle prescrizioni? Crediamo che, in questa situazione di rischio, sia il caso che il sindaco revochi l'autorizzazione al conferimento dello smarino nella cava del Cristo ubicata a soli 10 metri dal fiume e a poco più di un chilometro dai pozzi che riforniscono il nostro acquedotto. Il primo interesse per un sindaco dovrebbe essere la tutela della salute dei propri cittadini! Si tratta di un dovere politico, civile ed umano!
 

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Sulle recenti esondazioni e sulle cave Clara e Buona

Lo scorso Sabato Alessandria si è salvata per una trentina di centimetri.
Sarebbe bastata un'oretta in più di piogge alle sorgenti del Tanaro per mandare a bagno mezza città. Oppure ulteriori costruzioni in area golenale a monte d’abitato per affondare nuovamente nel fango.
Il PD alessandrino gioisce affermando "È arrivata molta acqua, più di quel tragico 6 novembre". Siamo stufi di chiacchiere da bar. Dovremmo confrontarci e analizzare dati certi. Ci auguriamo che AIPO verifichi al più presto l’andamento delle portate in modo da valutare quali interventi saranno necessari per mettere veramente in sicurezza la città.
Anche il fiume Bormida ha destato estrema preoccupazione, riempiendo completamente le aree golenali a monte della città. Ci chiediamo che fine abbia fatto lo smarino conferito nelle cave Clara e Buona completamente sommerse dalle acque del Bormida nella piena di Venerdì scorso.
Non sappiamo quanto smarino sia stato spostato a valle della piena, ma soprattutto non conosciamo le quantità di quanto è già stato conferito nella cava. Le terre, che potrebbero contenere amianto, lubrificanti e tensioattivi, non è escluso che siano stati trascinati dalla piena a valle, sui campi coltivati.sui campi col che, portati dalla piena, essere disperso sui campi coltivati a valle.

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