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Il PD e la politica del "tanto peggio - punto"

SCAIOLIZZATO, o almeno così sembra il PD alessandrino, stupito dalla mancanza di consensi al suo operato in 16 mesi di governo della città. Senz’altro è accaduto tutto “a sua insaputa” (da qui “scaiolizzato”). In breve, il PD, si presume dopo un’accurata analisi dei conti del Comune, prepara una memoria denunciando irregolarità di bilancio, che presenta alla Corte dei Conti la quale, di conseguenza , dichiara il dissesto.

La nuova Giunta a questo punto ha due alternative davanti a sé in base alla pronuncia della C.C.: ratificare la dichiarazione di Dissesto; non sottoscriverla e decadere. Ce n’è anche una terza, dettata dal buon senso: tentare di prendere tempo (specifichiamo, almeno tentare!).

Rita Rossa sceglie di dichiarare il Dissesto; va al governo di Alessandria e in 16 mesi non risolve un solo problema, che sia UNO!

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Il M5S chiede le dimissioni di Rita Rossa

Alessandria, maggio 2012, elezioni comunali. I candidati erano al corrente della situazione patrimoniale e di cassa del Comune per la cui guida stavano proponendosi. Dalle urne esce vincente Rita Rossa e si forma la nuova Giunta.

Il 13 luglio il Consiglio Comunale vota la delibera che dichiara il Dissesto, Alessandria diventa per tutta l'Italia la città “fallita”.

Oggi, dopo 16 mesi di governo, la Giunta Rossa non ha prodotto alcuna soluzione significativa per contenere gli effetti della crisi economica e sociale alessandrina, né ha pianificato un’agenda che contenga i passaggi definiti e condivisi da mettere in atto per tentare di risanare i forti debiti contratti dal comune. Così come non ha previsto un progetto di sviluppo, o almeno di risanamento, adeguato ai bisogni e alle legittime aspettative della città, che è poi la ragione dell’istituzione comunale.

Solo questua allo stato. Niente altro per una trasformazione radicale del funzionamento delle partecipate e dei servizi fondamentali che da esse dipendono. Niente per il rilancio del commercio e del centro storico; niente per fermare i giganti della distribuzione in arrivo ai confini della città. Niente, al di là delle rimostranze d’ufficio in tribunale, per la bonifica dell’area Solvay di Spinetta. Niente per il rilancio della cultura e la riapertura del teatro; persino la biblioteca è in difficoltà ora….Nessuna decisione coraggiosa è stata presa sulla vicenda ponte Meier e il relativo P.I.S.U. (Piano Integrato di Sviluppo Urbano).

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Fermiamo l'amianto del terzo valico!

E' stata recentemente pubblicata sul sito del Ministero dell'Ambiente, la Relazione tecnica e di compatibilità generale “CANTIERIZZAZIONE – PRIMO STRALCIO”, che riporta l'identificazione dei lavori relativi al primo lotto del Terzo Valico, previsti per i primi sei mesi.

Dall'analisi del documento si rileva come, il General Contractor Co.Civ. (Consorzio Collegamenti integrati veloci), in considerazione che "l'attuale indisponibilità dei siti di riutilizzo del materiale di scavo, non consente la loro gestione come sottoprodotti ai sensi del DM161/2012 e dà luogo alla necessità di gestire gli stessi ai sensi del D.Lgs.152/2006 e s.m.i. Per tale ragione, al fine di permettere l’avvio dei primi lavori propedeutici del "Terzo Valico", sono stati individuati centri di recupero e discariche regolarmente autorizzati al trattamento dei suddetti materiali di scavo" (cit. punto 2.1 della relazione).
Le quantità indicate per i sei mesi sono pari a quasi 80.000 metri cubi di materiale, 74.000 dei quali destinati al conferimento presso la discarica S.A.P. (Servizi Ambientali Piemontesi) di Spinetta Marengo, in una zona compresa tra i centri abitati di Spinetta, Castelceriolo e Cascinagrossa. Calcolando la capacità media di carico di un camion in 20 metri cubi, possiamo considerare per difetto un numero di oltre 7.000 viaggi tra andata e ritorno.

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Spending Review

Sentenza Corte Costituzionale Legittimità Azienda Speciale Costruire Insieme

Il dibattito politico locale si è recentemente acceso a seguito dell'intervenuta Sentenza della Corte Costituzionale sul D.L. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza di servizi ai cittadini), meglio conosciuto come decreto "Spending Review" (revisione della spesa pubblica).

La miccia è stata accesa da un comunicato stampa del Sindaco che, alla stregua di un naufrago in perenne affanno nel tentativo di salvarsi, si aggrappa al primo possibile appiglio che capita, individua il salvagente del momento nella Sentenza n. 236/2013 della Corte Costituzionale, al grido: è legittima, è legittima, avevamo ragione noi! Quasi la Corte si riferisse direttamente alla neonata (1 anno di vita) Azienda Speciale Costruire Insieme, creata per gestire i servizi educativi dell'infanzia -0/6 anni - prima di competenza diretta del Comune.

La vicenda dell’azienda C.I. si era subito scontrata con perplessità legali sollevate dall'opposizione, poiché il Decreto n. 95/2012 del Governo Monti, aveva espressamente vietato la costituzione di qualsiasi nuova azienda locale.
Sull'azienda ci sembra di capire che penda, infatti, un giudizio della Corte dei Conti che in Piemonte si è già espressa sfavorevolmente circa la costituzione di nuove aziende, proprio in conformità a detto decreto.

Subito, dall'altra parte, il Consigliere Locci, strenuo oppositore circa la costituzione di tale azienda, ha rinvenuto nella Sentenza conferma alla sua tesi di illegittimità della C.I.

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