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Comunicato Stampa per la mozione di sfiducia al sindaco

All'inizio di ottobre, il Movimento 5 Stelle di Alessandria ha richiesto le dimissioni del Sindaco Prof.ssa Maria Rita Rossa, annunciando l’intenzione di adottare lo strumento politico più idoneo in funzione dell’obiettivo. 

Le nostre motivazioni erano racchiuse nella preoccupazione per l’allarmante protrarsi di una grave e ristagnante fase di crisi politico-amministrativa dell’Ente Locale, preda di una situazione di instabilità, più volte emersa anche nel dibattito istituzionale; nell'incapacità di programmazione ed amministrazione dell’attuale maggioranza, che stava peggiorando, giorno dopo giorno, la situazione economico-finanziaria dell’ente e delle Aziende Partecipate, con ricadute negative sia sui lavoratori che sui cittadini e la qualità dei servizi. Le dimissioni del Sindaco ci apparivano ormai indispensabili per permettere alle forze politiche e sociali di confrontarsi con i cittadini, sulla base di programmi quinquennali trasparenti e concreti, sulle scelte da compiere e sulle prospettive future di crescita e rilancio di Alessandria.

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Il PD e la politica del "tanto peggio - punto"

SCAIOLIZZATO, o almeno così sembra il PD alessandrino, stupito dalla mancanza di consensi al suo operato in 16 mesi di governo della città. Senz’altro è accaduto tutto “a sua insaputa” (da qui “scaiolizzato”). In breve, il PD, si presume dopo un’accurata analisi dei conti del Comune, prepara una memoria denunciando irregolarità di bilancio, che presenta alla Corte dei Conti la quale, di conseguenza , dichiara il dissesto.

La nuova Giunta a questo punto ha due alternative davanti a sé in base alla pronuncia della C.C.: ratificare la dichiarazione di Dissesto; non sottoscriverla e decadere. Ce n’è anche una terza, dettata dal buon senso: tentare di prendere tempo (specifichiamo, almeno tentare!).

Rita Rossa sceglie di dichiarare il Dissesto; va al governo di Alessandria e in 16 mesi non risolve un solo problema, che sia UNO!

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Il M5S chiede le dimissioni di Rita Rossa

Alessandria, maggio 2012, elezioni comunali. I candidati erano al corrente della situazione patrimoniale e di cassa del Comune per la cui guida stavano proponendosi. Dalle urne esce vincente Rita Rossa e si forma la nuova Giunta.

Il 13 luglio il Consiglio Comunale vota la delibera che dichiara il Dissesto, Alessandria diventa per tutta l'Italia la città “fallita”.

Oggi, dopo 16 mesi di governo, la Giunta Rossa non ha prodotto alcuna soluzione significativa per contenere gli effetti della crisi economica e sociale alessandrina, né ha pianificato un’agenda che contenga i passaggi definiti e condivisi da mettere in atto per tentare di risanare i forti debiti contratti dal comune. Così come non ha previsto un progetto di sviluppo, o almeno di risanamento, adeguato ai bisogni e alle legittime aspettative della città, che è poi la ragione dell’istituzione comunale.

Solo questua allo stato. Niente altro per una trasformazione radicale del funzionamento delle partecipate e dei servizi fondamentali che da esse dipendono. Niente per il rilancio del commercio e del centro storico; niente per fermare i giganti della distribuzione in arrivo ai confini della città. Niente, al di là delle rimostranze d’ufficio in tribunale, per la bonifica dell’area Solvay di Spinetta. Niente per il rilancio della cultura e la riapertura del teatro; persino la biblioteca è in difficoltà ora….Nessuna decisione coraggiosa è stata presa sulla vicenda ponte Meier e il relativo P.I.S.U. (Piano Integrato di Sviluppo Urbano).

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Fermiamo l'amianto del terzo valico!

E' stata recentemente pubblicata sul sito del Ministero dell'Ambiente, la Relazione tecnica e di compatibilità generale “CANTIERIZZAZIONE – PRIMO STRALCIO”, che riporta l'identificazione dei lavori relativi al primo lotto del Terzo Valico, previsti per i primi sei mesi.

Dall'analisi del documento si rileva come, il General Contractor Co.Civ. (Consorzio Collegamenti integrati veloci), in considerazione che "l'attuale indisponibilità dei siti di riutilizzo del materiale di scavo, non consente la loro gestione come sottoprodotti ai sensi del DM161/2012 e dà luogo alla necessità di gestire gli stessi ai sensi del D.Lgs.152/2006 e s.m.i. Per tale ragione, al fine di permettere l’avvio dei primi lavori propedeutici del "Terzo Valico", sono stati individuati centri di recupero e discariche regolarmente autorizzati al trattamento dei suddetti materiali di scavo" (cit. punto 2.1 della relazione).
Le quantità indicate per i sei mesi sono pari a quasi 80.000 metri cubi di materiale, 74.000 dei quali destinati al conferimento presso la discarica S.A.P. (Servizi Ambientali Piemontesi) di Spinetta Marengo, in una zona compresa tra i centri abitati di Spinetta, Castelceriolo e Cascinagrossa. Calcolando la capacità media di carico di un camion in 20 metri cubi, possiamo considerare per difetto un numero di oltre 7.000 viaggi tra andata e ritorno.

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