Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner o cliccando qualunque elemento della pagina acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy

Seguici su

M5S: Destra e Sinistra, sono corresponsabili del dissesto

Intervista al consigliere Domenico Di Filippo

Pubblichiamo l'intervista fatta da Pier Carlo Lava (http://icittadiniprimaditutto.blogspot.it) al consigliere Domenico Di Filippo. Le domande hanno toccato i temi tristemente sempre attuali per la nostra città: dal dissesto alle aziende partecipate, dal P.I.S.U. alla Cittadella, fino a parlare di Parma e del Movimento 5 Stelle nazionale.

 

 

Di Filippo, si ritiene soddisfatto di questi primi 14 mesi di lavoro in consiglio comunale?
Da veri neofiti ci siamo trovati calati in questo contesto che già nella normalità è ricco di procedure burocratiche: pensi cosa è significato arrivarci in una situazione di dissesto, che era nuova per tutti! Con molta umiltà, ma altrettanto impegno, insieme ai nostri gruppi di lavoro tecnici di supporto, abbiamo studiato la materia, presentato puntualmente critiche, proposte e valutazioni che puntualmente si sono verificate.

Cosa significa, in un tale contesto, fare opposizione?
Stare all’opposizione è molto più difficile, gravoso e carico di responsabilità. Un consigliere di maggioranza si può basare sulla attività della Giunta. Uno di opposizione deve allargare nelle proposte e azioni della Giunta e trovare le pecche che non realizzano l’interesse della comunità. Così abbiamo fatto, dividendo il nostro tempo tra lavoro, famiglia e impegno politico.

Per quanto riguarda le responsabilità del dissesto, il M5S mette sullo stesso piano sia la destra che la sinistra: non crede che ci siano delle differenze?
Il dissesto è paragonabile, nel campo della salute di un individuo, ad una intolleranza e non ad una allergia. L’intolleranza è un lungo processo di accumulo di inefficienze, sprechi, favoritismi, rivolti verso l’interesse di pochi o di parte a discapito dell’interesse comune. Questo, comprovato dai fatti, ha avuto origine già da diversi anni ad amministrazioni invertite (prima la sinistra poi la destra). Rispetto all’amministrazioneFabbio, ritengo che chi era all’opposizione (la sinistra) non ha saputo intervenire in tempo e con vero impegno e forza a bloccare azioni che hanno portato il declino della città sino al drammatico epilogo del dissesto.

Di Filippo, se il M5S fosse stato al Governo della città, avrebbe deliberato il dissesto oppure no? E che cosa avrebbe fatto di diverso?
No, e sicuramente non nel modo e nei tempi che è stato deliberato. Il controllo  della Corte dei Conti è iniziato nel 2011, proseguito nei primi 6 mesi del 2012 e concluso il 26 giugno 2012 con l’emissione di ben tre delibere (novembre 2011, febbraio 2012 e giugno 2012). Quindi l’attuale maggioranza di sinistra aveva coscienza e conoscenza del problema. Ciò nonostante, al suo insediamento e prima che la Corte dei Conti deliberasse definitivamente ha ottenuto una udienza a Torino dove anziché portare un primo piano serio e realistico di rientro nella legalità ha solo rappresentato effimere prime intenzioni  e deboli interventi (tipo soppressione dei parcheggi gratuiti in Piazza Libertà, ritiro di una quantità di permessi non motivati, disdette di tessere e cellulari telefonici), poteva informare la Corte che su 92 milioni di debiti accertati ben 55 erano stati pagati nei primi mesi del 2012. Come nuova amministrazione, formalmente non colpevole del dissesto, chiedere, e crediamo ottenere, una proroga dei termini per completare il rientro in equilibrio dei conti. Se paragoniamo la Corte ad una sorta di virtuale creditore che si vede pagati in pochi mesi il 60% dei crediti vantati, perché dovrebbe avere interesse a far fallire il suo debitore? Se la Corte, per noi inspiegabilmente, non avesse concesso tempo, si poteva sempre impugnare la delibera al TAR del Piemonte per ottenere la sua sospensiva. Cosa che altre città, del Paese, nella stessa situazione hanno fatto e ottenuto.

Condivide le decisioni che sta prendendo la maggioranza per quanto riguarda Aspal e Costruire Insieme, con particolare riferimento alle 28 cuoche?
Il non governo della città credo si evidenzi in tutta le sue nefaste conseguenze proprio nella gestione delle aziende partecipate. Sono passati 15 mesi dall’insediamento di questa Giunta e non si vede nessuno straccio dei tanto declamati “piani industriali”. Solo si sono distrutte tutte le aziende portandole alla chiusura per liquidazione e al fallimento, senza aver predisposto una vera alternativa alla loro funzione di strumenti che dovevano assicurare e fornire servizi indispensabili e strategici per la città. L’epilogo di Aspal e  Costruire Insieme ne rappresenta l’ultimo esempio. Su queste ultime abbiamo presentato un’interpellanza e un comunicato stampa.

La città è sporca e il degrado aumenta, c’è chi pensa che in AMIU, oltre alle questioni finanziarie, ci sia anche una certa forma di lassismo, senza che nessuno intervenga, lei cosa ne pensa?
Come ex dipendente dell’Amiu, per ben sette anni, conosco l’azienda e posso testimoniare che all’epoca era solida ed efficace. Come detto oggi è uno degli esempi al completo sbando. In liquidazione, con un fallimento negato, liquidatori che si sono dimessi, senza mezzi adeguati e sicuri, sotto pignoramento e vendita del sito e dei beni, senza una guida, penso che regni la disorganizzazione totale e la sfiducia palese dei dipendenti sul loro futuro. Anche qui in 15 mesi qualcuno mi dica cosa si è fatto per garantire un normale servizio rifiuti. Sia la Giunta sia il residuo apparato tecnico dell’azienda nulla hanno saputo fare per garantire un funzionamento almeno accettabile del servizio.

Quali sono ad oggi i risultati della Commissione di indagine sulle partecipate?
Come presidente della Commissione speciale, proposta, sostenuta e voluta dal M5S, posso dire che il controllo della prima azienda, meglio del gruppo, Amag ha portato alla luce tutta una serie di gravi irregolarità e sprechi magari formalmente legittimi ma che nulla hanno a che vedere con la mission di una azienda preposta alla gestione della rete, distribuzione gas e acqua. Ciò ha portato la commissione a formulare, nella relazione finale di oltre 20 pagine, con tabelle e allegati, una proposta di modifica dello Statuto e Regolamento comunale al fine di realizzare passo dopo passo un reale e costante controllo delle aziende e non scoprire dopo anni gravi situazioni. Ciò al fine di anticipare e normare le ultime novità legislative che dal prossimo anno prevedono la redazione di un bilancio consolidato del comune compreso tutte le sue aziende. Attualmente la commissione ha in corso il controllo della gestione dei rifiuti partendo dalla azienda ARAL che gestisce le discariche ma che interesserà anche  Amiu e il Consorzio comunale di ambito che sovraintende tutta la filiera. A nostro avviso i problemi delle partecipate devono essere affrontati globalmente e non per settore, in quanto temi come la raccolta rifiuti,
(Amiu) smaltimento e riciclo (Aral) depurazione, (Amag) devono essere oggetto di un piano organico strategico affrontando l’annoso problema dei rifiuti, considerato oramai una risorsa e non come ora un problema, il tutto ottimizzando i costi di gestione. Solo con la creazione di un polo unico la cosa è attuabile.

Di Filippo, parliamo di PISU: sono già stati presentati in Regione 6 progetti sui 14 previsti, ci dice qual è la sua opinione in merito ai contenuti e ai metodi di gestione?
Il cosiddetto PISU rappresenta una delle poche opportunità che ha la città, come gli altri capoluoghi del Piemonte, di investimenti in riqualificazione urbana. Ben 12 milioni di euro. Anche in questo settore come M5S ci siamo spesi molto nel reperire informazioni, studiare le carte, incontrarci con la cittadinanza, chiedere conto di scelte già definite e proporre modifiche. I progetti originari risalgono ad anni addietro. Sono stati costruiti ancora una volta senza un preventivo e trasparente confronto con la cittadinanza direttamente interessata (quartieri Rovereto e Cittadella) e la città tutta. Il nostro impegno, con nostre proposte ha indotto la Giunta e in particolare l’assessore competente a rivedere parte di questi e attivare un confronto, seppure tardivo, con i cittadini. Seguiremo assiduamente lo sviluppo del progetto intervenendo puntualmente ogni qualvolta sarà necessario per far si che sia assicurata la partecipazione dei cittadini  e si facciano opere nel vero interesse e utilità  collettiva.

La Cittadella potrebbe costituire il fulcro del rilancio di Alessandria, come vede la situazione?
Rappresenta realmente un fiore all’occhiello della città. Dimenticata da tempo e per troppo tempo staccata dal contesto cittadino si trova in una situazione di grave deperimento. E’ di proprietà del Demanio Statale. Proprio come componente della commissione competente, qualche settimana fa abbiamo visitato i vari edifici e le sue pertinenze. Richiede interventi urgenti e importanti finanziamenti. Solo il livello europeo può garantirli come fatto per la Reggia di Venaria. Deve essere assicurata globalmente compresi i terreni circostanti. Un monumento settecentesco in mezzo a dei capannoni sarebbe un insulto al buon senso prima che al bene pubblico. Personalmente ho proposto un’idea. Trattandosi di una fortezza militare che già ospita un accennato museo di armi storiche, potrebbe essere concordato a livello europeo di concedere una palazzina o magazzino ad ogni Stato della Ue, anche unitamente, per realizzarvi un museo di tutte le armi storiche di ogni Paese alla condizione che ogni Stato si faccia carico di restaurare il sito assegnato e la sua manutenzione nel tempo. Il tutto coordinato per evitare dissonanze urbanistiche. Diventerebbe così un bene europeo a disposizione di tutti i Paesi visitabile tutto l’anno con spazi per sale conferenze e giardini liberi per la popolazione. immagino da una parte un grande esempio museale e dall’altra una sorta di parco pubblico dove si possa passeggiare tranquillamente. Uno stupendo polmone appena fuori città. Una chicca che molti ci invidierebbero. Immagino una cosa come a Vienna è il Parco del castello di Schönbrunn, aperto alla fruizione dei cittadini.

Consigliere, quali sono le sue considerazioni sul lavoro del M5S a livello nazionale e nel Comune di Parma?
Parma è l’esempio concreto della capacità amministrativa del M5S. La Giunta Pizzarotti in pochi mesi è riuscita a voltare completamente pagina. Un comune con 800 milioni di debiti era allo sfascio. Oggi il debito si è ridotto di oltre 250 milioni in un solo anno. I servizi sono garantiti e la città sta rinascendo. Il confronto e il coinvolgimento della popolazione è costante. Come noi di Alessandria, gli amici di Parma non si sentono detentori della verità e si rapportano con i cittadini per valutare le proposte e ascoltarne i suggerimenti. Un comportamento virtuoso, che sta caratterizzando Sindaco di Parma e la sua giunta, è stato quello di incontrare la cittadinanza con oltre quaranta riunioni pubbliche, illustrando le loro proposte e finalità. A livello nazionale, i cittadini deputati e senatori stanno vivendo la stessa esperienza. Entrati nelle massime Istituzioni Democratiche: il Parlamento, così spesso dimenticato da tutti gli altri, si sono messi a testa bassa a studiare il funzionamento, le procedure, le materie. Oggi sono già in grado di rappresentare un baluardo a difesa del ruolo del Parlamento da sempre mortificato a semplice ratificatore di decreti del Governo senza mai essere foriero di discussione e approvazione di leggi di iniziativa propria o popolare. Molti emendamenti e atti presentati sui vari provvedimenti in approvazione. puntuali e precisi. Purtroppo l’ordine di “partito” ha impedito ai Parlamentari degli altri partiti politici il recepimento di molti di essi anche se singolarmente molti parlamentari di altri gruppi riconoscono ormai l’impegno e la bontà del nostro lavoro. Comunque una timida seppure insufficienti azioni si stanno ottenendo. Alcune azioni del Governo derivano dal solo fatto che ci siamo e diventa impossibile non tenerne conto soprattutto nei confronti dei loro elettori. La discussione sulla spesa degli F35, la proposta sui finanziamenti ai partiti, che noi, unica forza politica, abbiamo da subito rinunciato e lasciato nelle casse dello Stato. Cose nostre ma che cercano di rubarci per mettersi una medaglia sul petto come se l’avessero fatta a prescindere dalla nostra presenza e azione. I cittadini conoscono la verità e non si faranno abbindolare.

Ci può dire quali saranno le prossime iniziative politiche del M5S per Alessandria?
Abbiamo in cantiere alcune iniziative importanti per informare i cittadini sulla nostra attività locale e nazionale. Il progetto è quasi pronto e a breve informeremo tutti e inviteremo tutti a parteciparvi. Anticipo che con l’inizio dell’autunno ci sarà un’incontro con i nostri cittadini parlamentari, per informare anche Alessandria sui lavori e sulle proposte fatte da loro in seno al Parlamento Italiano e all’interno delle commissioni.

 

Di Filippo, per finire, pensa che Alessandria riuscirà ad evitare il dissesto 2.0?
A rigore di norme vigenti no! L’appuntamento del 15 ottobre per presentare il definitivo bilancio riequilibrato sarà l’esame per questa Giunta. Visto che la sindaco si è affrettata ad annunciare la richiesta di un ulteriore anno di proroga (occorre un ulteriore provvedimento di legge) ne testimonia che i conti non sono assolutamente in equilibrio.
La legge del dissesto è obsoleta e inefficace. Lo abbiamo per primi detto e provato. Da tempo la stessa sindaco ha sposato la nostra tesi. Si tratta purtroppo di una legge ormai solamente punitiva. Ma non punitiva verso chi ha causato il dissesto, ma vero la città e i suoi cittadini. In termini semplici, stabilisce una sorta di sentenza che dice: cara città hai vissuto sopra le tue possibilità (per anni speso più di quanto incassato) e ora la paghi e voi cittadini di questa città che vi ha fatto vivere sopra le sue possibilità (ma chi se ne è accorto) ora la dovete pagare; pertanto tasse al massimo, servizi con costi al massimo, licenziamenti, solo servizi indispensabili e avanti così. E i colpevoli del dissesto? Graziati! Tanto paga sempre pantalone! Un dissesto 2.0 sarebbe la disgrazia nella disgrazia, ma purtroppo lo temo, visti i 15 mesi di questa amministrazione.

1 1 1 1 1 Rating 5.00 (4 Votes)
Avvertenze Avvertenze da leggere prima di intervenire

    Scrivi un commento...

    LEGGI ANCHE...

    SEGUI IL MOVIMENTO SUL TERRITORIO DELLA PROVINCIA

    Movimento 5 Stelle Alessandria - e-mail: staff@alessandria5stelle.it telefono: +39 3317007970 (scrivici un sms per essere ricontattato)